Leggete qui, chissà che un giorno molte persone non dovranno più soffrire grazie ai nostri amici felini

Una ricerca condotta dall'università americana di Wisconsin-Madison, pubblicata dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha dimostrato che i gatti sarebbero in grado di riparare i danni riportati dalla mielina, la sostanza gelatinosa che avvolge le fibre nervose e le protegge, e la cui degenerazione ad opera del sistema immunitario è causa di malattie come la sclerosi multipla.
La mielina è anche conosciuta con il termine di "materia bianca" del cervello, cervelletto e midollo spinale. Se si paragona il nervo a un cavo elettrico, il filo metallico interno corrisponde all'assone che trasmette l'impulso nervoso, mentre l'isolante che lo avvolge corrisponde alla guaina mielinica. Questa sostanza agisce come isolante e impedisce che l'impulso elettrico si disperda, assicurando così una conduzione efficiente degli impulsi nervosi.
A condurre la ricerca è stato Ian Duncan, membro americano del "Mielin Project", il progetto su scala internazionale che ha lo scopo di finanziare la ricerca nell'ambito delle malattie rare, neurologiche e demielinizzanti.
punto fondamentale del nostro studio è che dimostra come la rimielizzazione possa davvero portare alla cura di molte patologie neurologiche. Da questa ricerca emerge insomma la profonda capacità del sistema nervoso centrale di riparare se stesso. Per ora abbiamo riscontrato questa possibilità nei gatti ma lo stesso meccanismo potrebbe funzionare anche sull'uomo"
Il dottor Massimiliano Fanni Canelles, presidente del "Progetto Mielina" italiano, si mostra più cauto "E' sicuramente una scoperta utile e interessante, ma dobbiamo prima capire se il danno provocato nei gatti ha una causa genetica o se invece è provocato da fattori esterni. Se la causa è genetica, non è modificabile, e in questo caso è impossibile trasferire il meccanismo di riparazione sui bambini".
La ricerca condotta dagli studiosi americani è stata infatti realizzata utilizzando gatte gravide, sottoposte ad una dieta particolare che ha indotto una condizione di debolezza facendo perdere all'animale la guaina mielinica, con conseguenze gravi come la paralisi e disturbi motori e visivi. Dopo aver sospeso la dieta gli animali hanno recuperato le funzioni precedenti e la biopsia ha dimostrato che la guaina mielinica si era aggiustata da sola.
Canelles spiega: "Negli esseri umani questo non accade mai. La mielina danneggiata viene persa, restano delle cicatrici chiamate "gliosi" e il mancato recupero viene compensato accerchiando le fibre neuronali e creando nuovi collegamenti, "scavalcando" la guaina danneggiata. Nei gatti invece la situazione si è risolta senza bisogno di creare nuove diramazioni. Certamente interessante, ma non dimentichiamo che si trattava di animali in condizioni di salute particolari".